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A Radio Nuova Trieste la rubrica “Spazio donna”

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11-03-2023

La rubrica Spazio donna. Tra cultura e attualità, voci e storie di donne, è curata da Mariella Grande, socia di Comunicazione e Cultura Paoline ODV.
Tale rubrica intende offrire alle ascoltatrici e agli ascoltatori, un’ulteriore occasione di riflessione e dibattito sui diritti della donna, sul suo ruolo di educatrice, madre e lavoratrice; persona capace di entrare nel cuore della realtà famigliare e sociale con un apporto specifico, di intelligenza, concretezza e novità.
La trasmissione proporrà una serie di interviste ad autori di libri Paoline, il cui contenuto ha come soggetto o protagonista o figura di riferimento la donna.

♦ Il 5 gennaio 2023, la rubrica ha ospitato ai microfoni Angela Iantosca, autrice del libro “La scimmia sulla culla. Bambini in crisi di astinenza”.

La chiamano SAN – Sindrome da Astinenza Neonatale – e riguarda il 60-80% dei nati da madri che hanno fatto uso di droghe e, in particolare, di oppioidi durante la gravidanza. Un complesso disturbo che è aumentato in tutti i Paesi del mondo per l’incremento del consumo delle sostanze. Anche in Italia. Angela Iantosca compie un viaggio nel mondo della maternità “contaminata” dalle sostanze stupefacenti, raccoglie dati, interviste, testimonianze dirette, sente esperti e prova a far luce su un sommerso che spesso si ha paura di vedere. Ma chi sono queste mamme se non donne che hanno cominciato giovanissime a fare uso di sostanze? Quali sono i loro vuoti, le vere dipendenze interiori che provano a mettere a tacere con la droga? Angela Iantosca racconta anche loro, dando voce a chi lavora con i giovanissimi, a chi è entrato in comunità minorenne, a psichiatri e psicoterapeuti, a chi da anni lavora in ospedale dove sempre più si registra il disagio dei più piccoli.

Ascolta l’intervista in podcast

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♦ Il 19 gennaio 2023, la rubrica ha ospitato l’intervista a Laura Cappellazzo, autrice del libro “Donne di sabbia”

Il testo racconta, in forma romanzata, la storia di quattro donne vittime di violenza. Soledad, peruviana, non si rende conto che il marito abusa di lei, ma ne prenderà consapevolezza quando scoprirà che il cambiamento deve avvenire prima di tutto dentro di sé; Innocence, nigeriana, narra le violenze subite durante il viaggio compiuto per arrivare in Europa e lo sfruttamento della vita di strada; Dashuri, albanese, dipende totalmente dal marito che la fa lavorare senza darle un soldo; Laeticia, adolescente italiana, è stata violentata dal padre e riporta ferite a livello cognitivo.
Ad accomunare queste donne è Lei – così si autodefinisce la voce narrante -, che le ha conosciute durante gli anni in cui ha lavorato come educatrice a sportelli anti-violenza e a progetti anti-tratta. Lei è l’autrice stessa, che dichiara: «Tutto quanto narrato è accaduto realmente». Prefazione di Elena Guerra. Postfazione di Caterina Boca.

ascolta l’intervista in podcast

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♦ Il 16 febbraio 2023, la rubrica ha ospitato l’intervista a Valentina Barbera, autrice del libro “Torna da me”

Gabriele è un bambino autistico. La prima ad accorgersene è la mamma. Comincia la sequela di visite da pediatri e logopedisti, ma all’inizio il disorientamento e lo sconforto sono grandi. Grazie anche all’aiuto di un figlio spirituale di Padre Pio, mamma Valentina (l’Autrice) intuisce però che in ogni situazione dolorosa è racchiusa un’opportunità: si tratta di non arrendersi e di affidarsi a Dio. Parallelamente si intensifica il suo rapporto con la madre, morta in realtà già da anni, ma che Valentina inizia a sentire particolarmente presente. Ed è a lei che l’Autrice scrive idealmente le sessantacinque lettere in cui si articola il libro: scriverle è al tempo stesso un modo per dare libero sfogo alle proprie speranze e paure e per chiedere un aiuto a far tornare Gabriele da quell’oblio in cui sembra prigioniero. Il bimbo riuscirà a vincere la sua battaglia grazie alla tenacia e alla preghiera della mamma e all’affetto del fratellino e del papà.

ascolta l’intervista in podcast

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♦ Il 9 marzo 2023, la rubrica ha ospitato l’intervista a Emanuela Traversini, autrice del libro “Chiarapunzel”

L’Autrice, sotto forma di diario, racconta la storia della sua secondogenita Chiara, chiamata affettuosamente dalla sorellina Chiarapunzel (ispirato a un personaggio di Disney) nata con la sindrome di Angelman, una malattia genetica rara e grave che si manifesta nei primi mesi di vita. Chiarapunzel non parla, ha un grave ritardo cognitivo e motorio, epilessia, iperattività, deficit dell’attenzione e disturbi del sonno. Nonostante tutte queste problematiche è vivace, in grado di apprendere, e i genitori (Emanuela e Paolo), i familiari, gli educatori e i terapisti sono impegnati ogni giorno, perché Chiara acquisisca nuove competenze, impari a camminare, comunichi e possa vivere una vita quasi normale. L’Autrice mette in evidenza nel suo racconto quanto di buono può esserci anche in una situazione difficile come la loro, al fine d’incoraggiare le persone che vivono una condizione analoga senza nascondere le paure e i dubbi che accompagnano questa esperienza.

ascolta l’intervista in podcast

Nigeria. “Istruire per prevenire”, il progetto continua…

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07-02-2023

Il progetto intende sostenere bambine e bambini nell’aiutarli a conoscere e riconoscere le varie forme di abuso, specialmente l’abuso sessuale. Lo facciamo offrendo dei libretti illustrati, con storie, informazioni, indicazioni.
Questi libretti, tradotti in varie lingue locali della Nigeria,  vengono diffusi nelle scuole, nei villaggi, in incontri di animazione dove vengono coinvolti anche i genitori e gli insegnanti.

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Lagos. Incontro con bambini e genitori nella piccola parocchia di Our Lady Mother of Mercy outstation, Akilo road. Una comunità di famiglie semplici, che hanno poco per  vivere ma amano leggere e difendono i valori importanti.

 

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sr Oluwakemi Akinleye e sr Vero Queen Amaechi con un gruppo di bambini e bambine

Nigeria. Progetto “Istruire per prevenire”

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15-02-2022

Si tratta di un progetto di istruzione e formazione umana, indirizzato a contrastare la triste piaga dell’abuso sui minori in Nigeria.
Gli abusi avvengono spesso in famiglia e anche a scuola e sono ampiamente taciuti e sottostimati. La mancata considerazione deriva dalla giustificazione che alcune forme di abuso sono presentate come riti necessari di pratiche culturali e dalla riluttanza dei bambini a parlarne. Il silenzio, per la paura delle minacce degli aggressori o per la reazione dei genitori, contribuisce a coprire e ad alimentare questa triste realtà. Inoltre, i bambini vittime di abusi sono spesso troppo piccoli per capire cosa stia loro accadendo, o sono incapaci di parlare.

Le Figlie di San Paolo di Abuja hanno pubblicato due libretti in lingua inglese, destinati ai bambini, ai genitori e agli educatori, proprio per sensibilizzare sull’importanza del rispetto che si deve a ogni bambino/a, in quanto persona con una propria dignità. Ora, perché il contenuto di questi libretti possa raggiungere anche coloro che magari vivono in zone più decentrate o più povere, si vuole tradurli in altre lingue, prima fra tutte nella lingua “Hausa”, importata dai musulmani e parlata, al nord del Paese, da cinquanta milioni di persone circa (le altre lingue locali sono: Igbo e Yoruba). Desideriamo aiutarle in questo.

 

Abuja – incontri di animazione
Abuja – Alcune Figlie di San Paolo si intrattengono con i piccoli.
Abuja – Piccoli e avidi lettori!!!
Abuja – Bambine e bambini felici dei loro libretti!

14 Novembre: Giornata Mondiale dei Poveri

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14-11-2021

Si celebra domenica 14 novembre la quinta edizione della Giornata Mondiale dei Poveri, iniziativa fortemente voluta da Papa Francesco per sollecitare la Chiesa e i fedeli a “uscire” per incontrare la povertà nelle varie accezioni in cui nel mondo moderno si manifestano e tendere la mano verso chi è più bisognoso. Il motto scelto per promuovere la Giornata quest’anno viene dal Vangelo di Marco: “I poveri li avete sempre con voi” (Mc 14,7), reso noto come sempre attraverso il Messaggio del Santo Padre diffuso il giorno di S. Antonio di Padova, lo scorso 13 giugno. Come ogni anno il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Dicastero vaticano incaricato dal Papa di promuovere l’evento, ha organizzato diverse iniziative che verranno realizzate nella settimana che precede la Giornata.

Costa d’Avorio. Progetto “Al loro fianco”

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21-07-2021

Al fianco di giovani, ragazze e ragazzi di Youpougon, uno dei comuni più grandi di Abidjan, (Costa d’Avorio – Africa) con una popolazione di oltre un milione di abitanti.
Nel Paese si registra un tasso di istruzione piuttosto basso, anche rispetto alla media africana; la percentuale di adulti analfabeti è ancora del 50%.
Ogni anno scolastico si chiude con l’assenza di un considerevole numero di alunne, impossibilitate a completare la frequenza a motivo di gravidanze precoci (9-14 anni; 15-18).

Nell’ambito educativo, la donna non ha ancora le stesse opportunità dell’uomo. Non così facilmente può andare a scuola e, quando vi riesce, non sempre termina gli studi, perché se i genitori non hanno i soldi per pagare gli studi di tutti i figli, in genere è il figlio maschio a continuarli, mentre la ragazza rimane in casa. Sopravvive la mentalità secondo la quale l’uomo è l’unico capo famiglia, e quindi è lui a dover provvedere al sostentamento della famiglia. Alla donna – si pensa ancora – deve bastare restare a casa e imparare tutto quello che può dalla propria madre.
A livello socio-professionale la donna ivoriana resta ancora sottomessa a vincoli basati su norme che la confinano in condizione di disparità importante e in ruoli sociali stereotipati e svalorizzanti. Le ragazze e le donne sono spesso vittime di violenze di genere come: mutilazioni genitali, matrimoni precoci e/o forzati, situazioni di abuso domestico e/o sfruttamento.

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E’ venuta in Italia sr Gemma Galfrè, promotrice del progetto “Al loro fianco” in Costa D’Avorio e Paola Fosson l’ha raggiunta per rivolgerle alcune domande.

Vedi il video:

 

Aiutaci ad aiutare!

 

Vari momenti nei quali si sono svolti gli incontri con le classi e i loro insegnanti.  Gli… attori; i premiati…

no a gravidanze precoci
sr Denise premia i vincitori
incontro con gli insegnanti
In attesa di conoscere i nomi dei premiati
visione di film
gruppo di ragazzi e ragazze “attori”
gruppo anticorruzione
ragazzi protagonisti del bene

 

15 novembre Giornata mondiale dei poveri

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13-11-2020

Presentata dall’arcivescovo Rino Fisichella la IV edizione dell’appuntamento, il 15 novembre. 5mila pacchi viveri per le famiglie di 60 parrocchie romane e 350mila mascherine per gli studenti delle periferie.

Il tema della Giornata si articola intorno all’espressione biblica: “Tendi la mano al povero”. Con uno sguardo lungimirante, il Santo Padre nel suo Messaggio ha voluto sottolineare l’urgenza a cui la pandemia per Covid-19 ha sottoposto il mondo intero. Ancora una volta papa Francesco ha teso la sua mano con diverse iniziative per rendere concreta e più efficace questa Giornata.

Domenica 15 novembre alle 10.00, nella basilica di San Pietro, celebrerà la Santa Eucaristia», che sarà trasmessa da Rai 1, Tv2000, Telepace e in streaming sul portale di Vatican News in sei lingue. Saranno simbolicamente presenti nella basilica solo 100 persone in rappresentanza di tutti i poveri del mondo, oltre a dei volontari e dei benefattori.

Difendiamo la donna da ogni forma di violenza!

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08-11-2020

Ci sono donne che hanno una forza dentro di sé, da poter cambiare il mondo, da uscire dalla violenza, da pensare alla vita in modo diverso.

Il testo racconta, in forma romanzata, la storia di quattro donne vittime di violenza. Soledad, peruviana, non si rende conto che il marito abusa di lei, ma ne prenderà consapevolezza quando scoprirà che il cambiamento deve avvenire prima di tutto dentro di sé; Innocence, nigeriana, narra le violenze subite durante il viaggio compiuto per arrivare in Europa e lo sfruttamento della vita di strada; Dashuri, albanese, dipende totalmente dal marito che la fa lavorare senza darle un soldo; Laeticia, adolescente italiana, è stata violentata dal padre e riporta ferite a livello cognitivo. Ad accomunare queste donne è Lei – così si autodefinisce la voce narrante –, che le ha conosciute durante gli anni in cui ha lavorato come educatrice a sportelli anti-violenza e a progetti anti-tratta. Lei è l’autrice stessa, che dichiara: «Tutto quanto narrato è accaduto realmente».

12 febbraio: Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato

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12-02-2020

L’Unicef ha dichiarato il 12 febbraio la giornata internazionale contro l’uso dei bambini sodato, un fenomeno che a lungo si è tentato di combattere, ma che purtroppo è ancora diffuso in diverse parti del mondo. Se in passato i bambini venivano rapiti per essere impiegati nei conflitti, oggi si assiste a veri e propri reclutamenti volontari, frutto di un indottrinamento e di un generale deterioramento delle condizioni economiche tale per cui la vita sotto le armi è paradossalmente meglio di quella civile.

Un bambino soldato è una persona sotto i 18 anni di età, che fa parte di qualunque forza armata o gruppo armato, regolare o irregolare che sia, a qualsiasi titolo – tra cui i combattenti, i cuochi, facchini, messaggeri e chiunque si accompagni a tali gruppi, diversi dai membri della propria famiglia. La definizione comprende anche le ragazze reclutate per fini sessuali e per matrimoni forzati.

 Solo se si riuscirà a eliminare definitivamente la presenza di bambini e ragazzi all’interno dei gruppi e delle forze armate di tutto il mondo, si potrà veramente dire di aver raggiunto un importante traguardo a livello di comunità internazionale e di azione collettiva. Il ricorso a bambini soldato deve necessariamente diventare una pratica condannata e perseguita sia a livello locale sia a livello internazionale riconoscendolo quale motore di problemi sociali, povertà, instabilità e tensione. Le future generazioni andrebbero considerate come un valore, una risorsa su cui investire, e non un insieme di soggetti sacrificabili; solo così, forse, si potrà apportare quel cambiamento culturale necessario affinché la guerra e la violenza non siano più considerati mezzi validi per la risoluzione dei conflitti, tanto a livello micro quanto a livello macro sociale.

Le religiose anti-tratta ricevute dal Papa

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01-10-2019

Le chiamano suore anti-tratta, ma il termine è riduttivo rispetto all’impegno di frontiera, delicato e rischioso, che portano avanti da dieci anni tramite la rete Talitha Kum: liberare donne, bambini e uomini dalle condizioni di schiavitù in cui si trovano. Papa Francesco ha voluto incontrarle in udienza privata, durante l’assemblea generale che le ha portate a Roma dal 21 al 27 settembre. 86 delegate provenienti da 48 Paesi, tutte parte di questo grande network presente in 92 Paesi, con 44 reti nazionali nei cinque continenti. Dieci di loro sono state premiate per il loro impegno: da Nigeria, Italia, Thailandia, Perù, Canada, Stati Uniti, Australia, Filippine, India. Tutte unite e determinate nella lotta a tutte le forme di schiavitù del XXI secolo, fenomeno che coinvolge nel mondo almeno 40 milioni di persone, di cui il 70% sono donne e bambini.

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